Recenti studi clinici di Big Pharma hanno evidenziato che tutti i maschi salvano nei propri smartphone il contatto del proprio partner con nome e cognome, ottenendo e mantenendo così una perfetta sincronizzazione social in ogni canale e con qualunque altro terminale in loro possesso. Le loro agguerritissime compagne, tuttavia, memorizzano i rispettivi tramite strani nomignoli quali Pulcino, Amore, Cucciolo… bene che vada comparirà il nome di battesimo da solo (esempio: Franco). Manco fossero usciti dritti da una chat di MSN o mIRC degli anni 90!
Eh si amici, finalmente anche a me hanno chiesto una recensione di un libro. Ok, lo ammetto, non era la prima volta. Sono stata contattata per collaborazioni pubblicitarie per un sito di gioco d’azzardo online, uno di pasticche miracolose che fanno dimagrire (ma non ti si ingrandiscono il pisello), e anche uno di cucina, ma evidentemente il tipo si era sbagliato.
Stavolta, però, la cosa è seria…il libro esiste davvero, esiste anche l’autore, e anche in questo caso non vi si allungherà il pisello.
Il libro si chiama “Io mi libro” (di Alessandro Pagani) , e sinceramente il titolo non è che l’ho capito benissimo, ma mi pare un bel nonsense, pari a quello scritto nelle sue pagine. Devo ammetterlo, non è che mi abbiano chiesto di recensire “Il giovane Holden”, la cosa tuttavia certo non mi offende, visto il tono del mio blog e dei miei pensieri e vista l’allegra spensieratezza che trasuda dal libro. Insomma, amici, sto libro è di stile satirico, anche se è di quella satira che tanto va di moda, stile Zelig e Agenda Comix (non a caso, troverete una sua freddura in quella del 2019).
L’autore, da quello che leggo sul web, pare un tipo decisamente tosto… Nato a Firenze, pare che faccia un altro lavoro oltre che scrivere freddure e scrivermi mail, ed ha anche un gruppo rock (tanta stima fratello!) in cui fa il batterista, che si sa, è il ruolo più figo e maledetto. E’ anche componente della giura del concorso di poesie “Daniela Pagani e Manuela Masi”, cosa che mi mette un po’ ansia visto che evidentemente sa la grammatica e potrebbe correggermi la punteggiatura.

La copertina del libro è bellissima!
Per dirvelo in due parole, il libro l’ho letto tutto e si legge velocissimo: tipo che se leggi sillabando, lo finisci più o meno il tempo della durata del Tg4. Contiene una “raccolta di 500 frasi e dialoghi umoristici che attraverso giochi di parole, doppi sensi e freddure, fa emergere in chiave satirica gli aspetti più comici delle nostre consuetudini”, e questa è la definizione che mi ha dato l’autore, che calza a pennello, e mi prendo la licenza poetica di copiare pari pari. Qui di seguito vi metto un paio di esempi:
“Scenda, c’è una raccomandata del Tribunale da firmare”. Citofonato in giudizio
Che fanno due studiosi d’algebra quando s’incontrano? Parlano del più e del meno.
In effetti non ha torto… ci sono un sacco di giochetti di parole abbastanza carini, di freddure e di battutine un po’ italian style… devo ammettere che non sono esattamente il mio genere, ma per una lettura leggera va benissimo, inoltre verso la fine c’è un bel racconto, e la cosa mi ha stupito un bel po’. Di solito, quando io scrivevo i temi alle superiori e non sapevo come allungare la broda, mi veniva voglia di allegare disegni esplicativi oppure scrivere sempre più largo. Qui no, anzi! Alessandro non ha allargato il font, e ci ha regalato una bella perla, inattesa e sorprendente come un tronista di Uomini e Donne che parla italiano.

Tronista che guarda le figure in spiaggia e non legge “Io mi libro” (sbagliando).
Le sue freddure non ti regalano proprio risate stile Paperissima, ma sono un po’ come il mio blog… non è che ci si aspetta di ridere fino alle lacrime, però scrivo cose più sensate di molti politici (ma ahimè forse faccio ridere meno di loro).
Va beh, a parte l’idea di darmi alla carriera politica, insomma, volevo dirvi che se vi va, potete comprarlo il libro, e magari scrivere all’autore Alessandro Pagani, che ve l’ho consigliato io… e se non vi piace, siete autorizzati a scrivere sia a me che a lui e dirgli che vi fa cagare (il suo libro, non il mio blog). Vediamo il lato positivo della cosa però… sotto l’ombrellone è meglio coccolarsi con una bella freddura che leggere una qualsiasi notizia di politica attuale, è meglio un “piccolo indizio per una giornata no” che un litigio con un bimbo che urla e lancia sabbia, è meglio un “piccolo racconto onirico” che tentare di finire un cruciverba che rimane immancabilmente con qualche parola inventata alla cazzo di cane per farlo tornare.
Insomma, non stiamo qui a recensire mattoni che tanto avete letto alle superiori, ma a regalarvi un sorrisino in questo mondo infame popolato di genitori no-vax, politici ridicoli, magliette rosse dal messaggio che molti (ottusi) non riescono a capire, e pillole allunga pisello…. “Io mi libro” pare davvero un’alternativa allettante.
Già in passato mi sono occupata di matrimonio… ovviamente sono meno ferrata di Enzo Miccio, ma qualcosa mi dice che non sono proprio una schiappa del settore visto che io mi sono sposata sul serio, e lui no!! Tuttavia questa volta non voglio parlarvi di un matrimonio qualsiasi, ma del matrimonio più glam, più fashion e più chiacchierato degli ultimi tempi: il matrimonio tra Enrico e Megana! Un tempo, quando io ero adolescente, il principe Harry era tipo la caccola roscia seduta a fianco al fratello superfico, era il marmocchio fastidioso che cresceva insieme al vero principe delle favole… Il tempo. però. è stato poco clemente con il fratellone William, e gli ha regalato una bella chierica da fraticello di paese e un po’ di panzotta tipica del beone inglese cinquantenne.
Insomma Enrichetto d’Inghilterra è diventato, senza troppa fatica, il più fico della dinastia reale ed il sogno di ogni ragazza. E ieri si è pure sposato. Un’altro scapolone che se ne va…
Si sta avvicinando la fatidica festa della mamma. Parliamoci chiaro, grande enorme, gigantesca rottura di piccioni. Perchè??? Perchè a tutti noi figliuoli toccherà alambiccarci il cervello per trovare il regalo appropriato per le nostre genitrici. Purtroppo non siamo più all’asilo quindi non se ne parla proprio di regalare il portapenne fatto di mollette apiccicate intorno al rotolone della carta igienica…
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L’altro giorno mi aggiravo per il supermercato, quando un’acida cassiera mi ferma e mi urla “Nooooo qui non si passa!!! Stiamo allestendo per Natale“… Coooosa? Ma se sono ancora abbronzata, giro in casa con le infradito ancora sporche di sabbia e ho ancora gli occhi incrostati di sale del mare… non è possibile!
E invece, vi annuncio, che mancano 12 giorni al Natale (se leggete l’articolo oggi, altrimenti dovete rifare i conti!!!).. Dopo Ferragosto, il tempo di farsi il bidet e rimettersi le mutande…che già nell’aria aleggia la vocina festante di Bublè, si accendono lucine colorate, e le vecchiette iniziano a impacchettare improbabili centrini regalo per i nipoti.
Esatto! L’ho proprio detto!! Ho incontrato Saverio Tommasi!!! … e qui le risposte in merito si sprecano… vediamo le più gettonate:
– Davvero?? Oddioooo quanto sei stata fortunata!!!! Che meraviglia!! ( ok, tu puoi continuare a leggere l’articolo!)
– Davvero? E chi è? (Ottima domanda… anche te sei un candidato ottimo per la lettura!)
– Davvero? E sti cazzi! (ammazza oh, quanto sei simpatico! Burlone pieno di fantasia!)
– Ah, quello pezzo di m***a, testa di fagiano, schifoso comunista, buonista dello stracacchio, amico dei Rom e dei negri, antifascista schifoso! (Si, esattamente lui, comunque meglio che tu chiuda il blog e ti vada a preparare, che c’è il sit in di Casa Pound per eliminare i colori dall’arcobaleno e lasciare solo il bianco, o al massimo il rosino!).
Chi di voi si ricorda il Capodanno del 2000? Il favoloso passaggio al nuovo millennio per me è avvenuto in piena adolescenza… se non eravate ancora nati in quel periodo, oppure adesso prendete la pensione, credo che questo articolo non sia rivolto a voi, ma leggetelo comunque, e invidiate noi Millenials!
Dovevo assolutamente condividere con voi questo momento di puro trash metropolitano…. ma quanto ci si sente fighe al par di paese?
Siete già stati a vedere It al cinema? Ancora no? Beh, non preoccupatevi… questo articolo non contiene assolutamente spoiler… che poi, che voi spoilerà? Come se non sapessimo tutti che It parla di un pagliaccio non proprio affettuoso…
Scusate un attimo, ho bisogno di fare questa riflessione con voi… si si, parlo proprio con voi, con i vegan, gli antivaccinisti, i protestatori nelle piazze… ma quindi veramente sti vaccini fanno male? Cioè, fatemi capire ben benino.. A sentire voi, noi facciamo ste mille punturine ai nostri figli per evitare che gli vengano delle malattie brutte brutte brutte (che a sentire voi, però, così brutte non sono), e gli inoculiamo DNA di altri esseri umani, pezzi di virus malandati, molecole di ferro, di uranio impoverito, di cobalto e pure gocce di miele della Lidl che a quanto pare, all’ultimo vaccino stanno peggio di Leopardi, diventano autisti(ci) e si trasformano in lupi mannari alla prima luna piena.




